The Favourite

The Favourite ★★★½

Essere la favorita della Regina nel film di Lanthimos è uno sporco lavoro ma qualche signora deve pur farlo, specialmente se rappresenta l'unico modo per conquistare sicurezza, potere e indipendenza in un 700' che pretende dalle donne servitù fisica e mentale tanto per vivere nello sfarzo quanto per stonare la puzza e il putridume delle strade; e poi, la rivalità fra donne al cinema piace sempre tanto, Eva contro Eva docet, come tutte le storie di rivalsa spietata dove se sei furbo e disposto a tutto ce la puoi anche fare a vincere la partita, finchè non ti accorgi di esserti impiccato nella gabbia con le tue stesse mani. Un canovaccio classico vecchio quanto il mondo che il film ti vende con una confezione mirabile da far infartare qualunque cinefilo devoto, col suo scatenato uso del grandangolo e i corridoi del palazzo ristretti e deformati come se i protagonisti fossero bambole nella casa di un miniaturista olandese, mentre fuori dal salone si sta più dalle parti del più crudele William Hogarth. Cosa si può volere di più, quando ad abitare il tutto c'è un trio di attrici in stato di grazia e una spettacolare corsa d'anatre a rallenty da far impallidire i 300 di Zack Snyder? Non sarebbe stato male qualcosa di un po' meno volatile e artefatto, farsa grottesca sì ma in grado di andare oltre i limiti dei suoi stessi trucchi e non scivolare via esasperata, a differenza delle ore che lievitano a tradimento da 2 a 8 e ti fanno pentire di non aver preso il caffè prima di entrare.

'nzomma, peso candele e arrampicata sociale ok, ma non è che mo sò tutti Barry Lyndon.