The Grudge ★★½

The Grudge di Nicolas Pesce.
Ci troviamo in Giappone, dove una donna scappa dalla casa maledetta di Kayako e Toshio, dicendo che c'è qualcosa di strano, chiama così Yoko, dicendogli che deve occuparsi di un'anziana signora. La donna quindi torna negli Stati Uniti, la maledizione la seguita e lei ha replicato quanto successo nella casa in giappone, e da qui nasce la maledizione Ju-On. Due anni dopo, una detective con il suo partner indaga su un omicidio che sembra essere collegato ad altre morti avvenute sempre nella casa, in cui la donna tornata dal Giappone uccise tutta la sua famiglia. Intanto vengono mostrate altre storilyne che si collegheranno alla trama principale. Questo film è stato distrutto da chiunque, io personalmente l'ho trovato un buon film, seppur dimenticabile, dato che non lascia niente di memorabile. La narrazione avviene tramite una linea temporale sfasata, infatti ci troviamo tra il 2004/05/06, con sequenze nel presente e nel passato, cosí aiuta lo spettatore a restare attivo e a non perdersi, una delle cose che si erano criticate nei remake del buon Shimizu era l'unica linea temporale. Questo film è stato pubblicizzato come un "reboot", cosa che in realtà non è, dato che è una sorta di spin-off e sequel di The Grudge e The Grudge 2, infatti il tutto avviene in contemporanea con questi due film cancellando (per fortuna) dalla cronologia The Grudge 3. Nel cast abbiamo attori di un certo calibro tra cui, Andrea Riseborough, John Cho, Lin Shaye e Demián Bichir, attori di un certo livello insomma e devo dire che sono stati tutti abbastanza bravi, anche se i loro personaggi non è che abbiano tutto questo carisma, e questo è un gran peccato. Ma parliamo dei lati negativi, la protagonista è una poliziotta che deve indagare su questo corpo di una donna trovato in un auto in stato di decomposizione, si scoprirà che questa aiutava una coppia di anziani di cui la moglie era affetta da una patologia mentale. Il problema è che questo cadavere è in stato di decomposizione, e quindi non tornano i tempi nella narrazione, nel senso, tu non puoi farmi vedere una persona ferita in quella casa nel presente, per poi farmi scoprire tramite flashback che era molto ferita da tanto tempo, non mi puoi dire a inizio film che quel cadavere è a marcire da mesi, quando in realtà nessuno ha denunciato la scomparsa oppure i vicini che non si chiedono come mai da lì non esce più nessuno, ed è un peccato, perché hanno sacrificato il senso, bastava dire che quel corpo era lì da pochi giorni, trovano la macchina, vanno a casa di quelli e si risolve la situazione. Era tutto più plausibile, invece per fare la scena gore-splatter hanno deciso di mandare un po' in vacca. Da qui in poi il film scorre abbastanza bene secondo me, peccato che sia pieno di jumpscare, seppur ben contestualizzati, anche se alla lunga possono annoiare lo spettatore. L'atmosfera è come quella di un classico The Grudge, casa infestata in cui se entri solo con la punta del piede muori nei peggio modi. I fantasmi ci sono, anche se sono poco carismatici e non fanno paura come quelli classici. Le storie dei vari personaggi sono abbastanza intriganti, soprattutto quella di John Cho, in cui interpreta questo agente immobiliare che sta cercando di vendere la casa alla famiglia che è morta, secondo me la storilyne più intrigante dato che quando lui sarà nella casa troverà solo la figlia, e questa è una bella citazione ai film di Shimizu. E ci tengo a dire che il fantasma che mi ha inquietato di più è proprio la bambina, spaventosa al punto giusto. La storilyne che mi ha intrigato di meno è stata quella dei due anziani, in alcuni tratti mi sembrava un po' troppo pesante, anche se si lascia guardare tranquillamente. Abbiamo anche un cambio della fotografia, e questa è una novità per la saga, perché abbiamo questi colori caldi con questo giallo sparato in faccia allo spettatore, cambio che ho apprezzato molto, mentre negli scorsi film avevano colori freddi che andavano sul bianco, nero e celeste. Un'altra cosa nuova è stata la narrazione con protagonista la polizia, e che questo capitolo è il più violento di tutti, è pieno di sangue, abbiamo gente che si butta dalla tromba delle scale, per poi spappolarsi sul pavimento ed esplodere come un palloncino. C'è anche un determinato personaggio che si taglierà delle dita, e quella scena é fatta veramente bene in fase di trucco. Detto questo, sono anche contento che Kayako sia apparsa solo all'inizio del film, con una fantastica citazione al primo Ju-On televisivo con la mano che esce dell'immondizia, cosa che quando l'ho vista ero stra gasato, (essendo un fan della saga, dato che è la mia preferita) e rivederla nel 2020 è stato bellissimo, mi sarebbe piaciuta vederla di più, ma narrativamente non avrebbe avuto senso, altrimenti veniva fuori come The Grudge 3, dove i fantasmi prendono le valigie, vanno all'aeroporto con il cappellino da turista e il passaporto per andare negli Stati Uniti, la maledizione si trasferisce, un trash allucinante. Qui no, qui come dovrebbe essere nasce una nuova maledizione. Poi capisco che alcuni si siano lamentati perché il film non spiega bene le cose, parzialmente vero, non è un reboot, è una sorta di sequel, tu alcune cose le dovresti già sapere, quindi è consigliato farsi un riassunto con i primi due prima di vedere questo, altrimenti alcune cose non saranno chiare. In conclusione, The Grudge di Nicolas Pesce è un prodotto discreto, nulla di eccezionale, si lascia guardare secondo me. Poi la cosa bella di The Grudge è che voglio vedere una casa infestata, dove chiunque ci mette solo il mignolo del piede deve morire nei peggio modi. E voglio divertirmi a vedere come si attuano i processi della maledizione, perché tu lo sai già, c'è una casa maledetta e chiunque ci entra schiatta, fine.