• Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time

    Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time

    ★★★★★

    Ho pianto come un disperato. Non poteva essere meglio di così.

  • Zack Snyder's Justice League

    Zack Snyder's Justice League

    ★★½

    Quando le cose vanno bene è guardabile, quando vanno male sembra un bruttissimo videogioco di una generazione fa. Il problema è che il 90% del tempo le cose vanno male. A questo punto mi chiedo era un prodotto davvero necessario? Perché sì, il film uscito al cinema era un polpettone il doppio più insipido ma durava la metà. Facendo le somme siamo lì.

  • Onward

    Onward

    Piantarello di Natale: fatto.

  • Tenet

    Tenet

    Praticamente è la supercazzola della libreria di Insterstellar per due ore e mezza.

  • I'm Thinking of Ending Things

    I'm Thinking of Ending Things

    Sì, è vero: Netflix produce un sacco di immondizia ma almeno una volta l'anno tira fuori una bomba per la quale vale la pena pagare l'abbonamento. Il nuovo film di Kaufman è una roba incredibile, una creatura stranissima, un horror della mente che in più di un'occasione mi ha ricordato David Lynch e Inland Empire. Bellissimo, inquietante, pieno di idee visive fuori di testa.

  • Star Wars: The Rise of Skywalker

    Star Wars: The Rise of Skywalker

    L'ho finalmente recuperato dopo averlo mancato al cinema. Due ore e venti di gente che corre cercando di rattoppare due sceneggiature in totale contrasto tra di loro, di personaggi che muoiono e resuscitano, di momenti che non hanno alcun senso logico ma devi ingoiarli un po' alla buona. Non è totalmente sgradevole perché ha i suoi momenti visivamente mozzafiato, e di certo nulla ruba a La minaccia fantasma il trono di più cesso dei film di Star Wars, ma sicuramente questo è il peggiore della nuova trilogia.

  • The Platform

    The Platform

    ★★★★

    Un po' Snowpiercer, un po' The Cube, c'è un sacco di Carpenter, 'sto Il Buco è davvero una bomba. È scritto alla grande e riesce a inserirti immediatamente nel suo gioco sadico mantenendo la tensione alle stelle. La metafora politica di certo non è di grana fine, ma è squisitamente attuale e anche quando c'è da tirare fuori le unghie e mostrare il lato più viscerale e horror, di certo non risparmia le atrocità destinate a tutti i protagonisti che tra l'altro sono gestiti alla grandissima. Piaciuto tantissimo.

  • The Lighthouse

    The Lighthouse

    ★★★★★

    Se con The Witch Robert Eggers aveva tirato fuori un mezzo capolavoro, questa volta ha partorito un istant classic. È tutto perfetto, tutto al posto giusto, sembra già uno di quei film storicizzati e messi lì, in cima a guardare tutti gli altri dal basso. Pattinson strepitoso, Dafoe è oltre il sublime, bianco e nero da manuale e un ritmo stranissimo che sembra una magia nera e ti tiene con il mal di stomaco fino alla fine. Un horror così non lo vedevo da un sacco di tempo.

  • Doctor Sleep

    Doctor Sleep

    ★★★

    Il racconto di King era debole e il film, ovviamente, non è meglio. Ha i suoi bei momenti e soprattutto ha il coraggio di essere esplicito nelle scene più crudeli, ma tra una parentesi azzeccata e l'altra che sbadigli. Non si dovrebbe fare il confronto con Shining, ma lì per due ore stavi col culo stretto in totale tensione per quello che succedeva, per com'era messo in scena e per l'accompagnamento sonoro martellante. Qua, complice anche un minutaggio assassino (due…

  • Knives Out

    Knives Out

    ★★★½

    Un bel giocattolone, tutto è al posto giusto.

  • Richard Jewell

    Richard Jewell

    ★★★★

    Senza dubbio, insieme a Sully è il miglior Eastwood degli ultimi anni. Sam Rockwell ormai ha cucito addosso il ruolo di quello con la faccia da stronzo che però è un biscottone e Kathy Bates ti spezza il cuore.

  • 1917

    1917

    ★★★★

    La prima metà è un tedio, poi dopo l'arrivo alla fattoria il film cambia marcia e finalmente ingrana come si deve: il virtuosismo tecnico del piano sequenza acquista un senso (ironicamente nel momento in cui si spezza), l'azione si fa davvero incalzante e il film rompe lo schema di cui era stato prigioniero nella prima parte. Di qui in poi scivola via che è un piacere, toccando i tasti giusti sia quando deve essere emozionante, sia quando deve essere brutale o semplicemente bello da vedere. Ci sono almeno un paio di sequenze totalmente fuori di testa, che non dimenticherò facilmente.