Gabriele Landrini

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  • Into the Beat

    Into the Beat

    Per la serie "Film brutti che guardo durante i pasti".

    Non so se è più fastidioso il sorriso forzato di lei, il ripetuto inserimento di parole in inglese alla cazzo, il totale qualunquismo della storia, o la repentina mancanza di eventi dopo i primi 40 minuti di film. Peccato, sarebbe potuta essere la brutta copia di Step Up, e invece non riesce nemmeno in quello.

  • Non son degno di te

    Non son degno di te

    Il film è prevedibilmente brutto (e un pizzico meno trash del precedente, il che è un male) ma Gianni Morandi resta sempre Gianni Morandi, soprattutto quando è visibilmente incapace di recitare.

    #IoBimboDiGianni

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  • The Life Ahead

    The Life Ahead

    ★★★

    Un film pensato fondamentalmente per piacere al pubblico americano: Sophia Loren, un (bravissimo) protagonista di colore, il tema dell’integrazione, qualche elemento LGBTQ+, la triade droga-mafia-mandolino (ormai senza mandolino, altrimenti è stereotipo), un pizzico di trauma post-Olocausto, logiche aspirazionali come se non ci fosse un domani e una Bari qualunque che trasuda italianità da tutti i pori. 

    Proprio per questo, La vita davanti a sé va presa - e giudicata - per quella che è: un’operazione USA-oriented. Non totalmente riuscita, non totalmente non riuscita, ma semplicemente un’operazione che, a suo modo, funziona. A parte la leonessa in CGI, quella no, non funziona proprio.

  • Rose Island

    Rose Island

    ★★

    Sibilia è sicuramente un regista che sa il fatto suo e, grazie al suo stile iper-pop e dal respiro internazionale, la regia di L'incredibile storia dell'Isola delle Rose funziona. Così come il cast, del resto, che può contare su un bravo Elio Germano - che ha ormai dimostrato di poter andare oltre il prototipo dell'ex ragazzo di borgata - e una sempre affascinante Matilda De Angelis - che io adoro a prescindere perché, su, è Matilda De Angelis.

    Più banale,…