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  • Casablanca

    Casablanca

    ★★★★½

    Ascoltando le interviste di chi quell’esperienza l’ha vissuta, sembra proprio che la genesi del film Casablanca sia stata alquanto confusionaria. Gli stessi addetti ai lavori, inclusi gli attori, riportarono più volte di come non ci fosse la benché minima sensazione che si stesse girando un film particolarmente degno di nota.

    La storia era confusa, le scene iniziarono ad essere girate quando la sceneggiatura doveva ancora essere completata, e nuovi stralci di copione venivano consegnati giornalmente durante le riprese. Nessuno conosceva…

  • Four Steps in the Clouds

    Four Steps in the Clouds

    ★★★★

    Film dal sapore dolce amaro, per molti critici considerato uno dei tre film precursori del neorealismo italiano (assieme ai più celebri “Ossessione” di Visconti e “I Bambini ci guardano” di De Sica).

    Il film è estremamente gradevole, principalmente per la sua aurea di innocenza e genuinità che vuole caratterizzare l’Italia di quegli anni fatta di paesini di campagna e di buoni sentimenti. Forse un po’ idealizzati si, ma coinvolgenti e sinceri agli occhi dello spettatore.

    L’innocenza è ancor di più…

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  • Bad Tales

    Bad Tales

    Estremo, troppo, quasi caricaturale nella cattveria degli adulti e nell’atarassia dei bambini. Il fatto che si dichiara apertamente sia un esercizio immaginario, non giustifica questa gratuita ricerca spasmodica del troppo, del crudo.
    I personaggi sono stereotipi ed era ciò che i registi cercavano affinché simboleggino i personaggi antitetici della classica favola dei bambini, come il lupo cattivo.
    Ma tutto ciò diventa un esercizio di stile stucchevole. Cosa ci vuole dire? Nulla che già non abbiamo già visto meglio da altre parti.
    Non se ne sentiva il bisogno.

  • Day for Night

    Day for Night

    È un film sul cinema? Forse un po’ di più, è una dichiarazione d’amore per il cinema. Una personalissima dichiarazione dell’uomo Francois verso l’amore della sua vita.
    Il senso profondo di questo amore lo esprime proprio l’alter ego e doppio di Truffaut, il regista Fernand, che parlando ad Alphonse spiega come “i film sono più armoniosi della vita”, come la vita personale zoppica per tutti, ma i film vanno avanti, vanno avanti come un treno e bisogna dedicare a loro…