Andrea Poletto

Andrea Poletto

So del cinema quel tanto da convincermi che non ne so niente.

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  • Call Me by Your Name

    Call Me by Your Name

    ★★★★

    E la chiamano estate
    Questa estate senza te
    Ma non sanno che vivo
    Ricordando sempre te
    Il profumo del mare
    Non lo sento, non c'è più
    Perché non torni qui
    Vicino a me

    E le chiamano notti
    Queste notti senza te
    Ma non sanno che esiste
    Chi di notte piange te
    Ma gli altri vivono, parlano, amano

    E la chiamano estate
    Questa estate senza te

  • Under the Riccione Sun

    Under the Riccione Sun

    ★★½

    Dispiace parecchio, perché è un prodottino senza pretese che intrattiene e, per un po', fa il suo lavoro. Un film per ragazzi simpatico, leggero, fresco. Peccato mandi tutto in vacca nella seconda parte facendosi prevedibile, annoiando e, soprattutto, legandosi indissolubilmente alla colonna sonora, monopolizzata da Tommaso Paradiso. Pare un continuo siparietto promozionale che fa da sfondo (ma manco troppo) alla risoluzione di più o meno tutte le linee narrative. Ed è difficile trovare aggettivi per descrivere l'irritazione che ha prodotto…

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  • The Tree of Wooden Clogs

    The Tree of Wooden Clogs

    ★★★★

    Mi sono venute in mente alcune parole di Bazin, che nel saggio "Il realismo cinematografico e la scuola italiana della Liberazione" scrive: [...] ma ditemi se, uscendo dopo aver visto un film italiano, non vi sentite migliori, non avete voglia di cambiare l'ordine delle cose. Di fronte al candore, all'ingenuità, alla purezza del mondo perduto raccontato da Olmi si resta inermi. È il tempo, fissato su pellicola, dei nostri avi, nonni, bisnonni e padri (la miseria nelle campagne di fine…

  • 1917

    1917

    ★★

    Per IGN guardare 1917 ti fa sentire in guerra. Io mi sono sentito preso in giro. Cinema usa e getta che non ha ragione d'esistere. Esperienza che, pur intrattenendo, si esaurisce tra le quattro mura di una sala cinematografica. Scelte tecniche poco sensate, nulla sbalordisce. Un (falso) piano-sequenza ingiustificato che obbliga inevitabilmente a tempi morti e ad una totale mancanza di ritmo, compensata furbescamente da musiche e sonoro. E infine, quel che è peggio, una tangibile sensazione di finzione.